📖 Guance di pesca (Affiori,2025): dialogo con l'autrice Lorenza Guerra
“Quel bacio era una supplica priva della voce, un richiamo ancestrale di un linguaggio sommerso, la preghiera a dei che non conoscono carità; l’espressione ritorta di un animo che si riversa nell’altro con il fine di donargli un nuovo fiato; un ringraziamento per tutta la tenerezza, che è un tronco cavo a cui sussurrare un segreto, un posto in cui schiudersi senza bruciare” Charlie, un uomo sulla soglia dei trent'anni, conduce due vite: di giorno interpreta i defunti per chi non riesce a superare il trauma del lutto, di notte viene travolto dai suoi stessi ricordi, dall'ansia di un passato burrascoso e abusivo, da cui rifugge tramite il potere catartico della pittura. Il romanzo segue due linee temporali, il presente e l'adolescenza del protagonista, con l'obiettivo di ricongiungersi in un unico punto: la consapevolezza di dover accettare i fantasmi del passato per affrontare il presente. Non esiste il singolo senza le ingerenze esterne, l'individuo senza la comunità: questi incontri e queste relazioni sono il tramite cui il protagonista di Guance di pesca mette insieme i pezzi del puzzle della sua esistenza, fatta di violenza e tenerezza. La presentazione del libro è alla Taverna del Maltese, ne seguirà una seconda al Pulp – La libreria dei cuori infranti il 31 gennaio. A introdurre e a dialogare con l’autrice l’avvocato e critico cinematografico Jacopo Gramegna.
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