📣 CORTEO TRANSFEMMINISTA OTTO MARZO 📣 ♀️
https://www.instagram.com/p/DVT4rdbiEIm/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA== ENTRA NEL GRUPPO WHATSAPP BARI TRANSFEMMINISTA!♀️ https://chat.whatsapp.com/K0rob98VlQMFk0PsW6jJSr?mode=gi_t Non vogliamo mimose, ma pane, pace e rose! L’8 marzo arriva in un tempo che non ci permette di viverlo come una ricorrenza neutra: a 80 anni dal voto alle donne, vediamo una compressione concreta dei diritti sul lavoro, nel welfare, nella scuola, nella qualità della democrazia. Per noi l’8 marzo non è la “festa della donna”. Non vogliamo mimose e auguri ma pratichiamo una giornata di mobilitazione dentro un conflitto che ci attraversa tutto l’anno. Scendiamo in piazza per nominare rapporti di potere concreti: disparità salariali, precarietà , part-time involontario, carichi di cura non redistribuiti, sottofinanziamento dei servizi pubblici, arretramenti sul principio del consenso, assenza di educazione sessuale e affettiva. Il potere ciseteropatriarcale si esprime anche con il terrore della guerra e del genocidio che si abbatte sui popoli e sui corpi delle donne. Il dibattito sul DDL Bongiorno rischia di rimettere in discussione un punto che deve restare chiaro: senza consenso è violenza. Sul piano del lavoro, il congedo parentale continua a pesare soprattutto sulle madri, trasformando la maternità in penalizzazione. Che cittadinanza è quella senza indipendenza economica reale? Che libertà è quella senza servizi pubblici e finanziamenti stabili ai centri antiviolenza? La violenza non è un’emergenza isolata: è intrecciata alla precarietà , alla dipendenza economica, allo smantellamento del welfare. E mentre le risorse si spostano verso il riarmo, si sottraggono investimenti a sanità , scuola e servizi sociali. L’8 marzo barese deve essere un punto di intersezione tra tutte queste lotte: mobilitiamoci portando i nostri corpi in piazza!
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